Le più belle dichiarazioni d’amore cinematografiche

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Dopo aver fatto il pieno di zuccheri con i più bei film d’amore da vedere a San Valentino, non poteva certo mancare il pezzo sulle più belle, romantiche, emozionanti dichiarazioni d’amore cinematografiche mai viste su schermo.

Harry ti presento Sally

C’è ancora chi non l’ha visto? Comunque questa per la redazione è la dichiarazione finale, la definitiva, la perfetta, quella che fa tirare fuori i fazzolettini e usare decine di cleenex:

“Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi.

Adoro il fatto che ci metti un’ora e mezzo per ordinare un panino.

Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto.

Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti.

E adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte.

Non è che mi senta solo, e non c’entra il fatto che sia Capodanno.

Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile”.

Quattro matrimoni e un funerale

Anche qui, un classico. Per quei due/tre che non hanno mai visto questa garbata e divertente commedia romantica interpretata da Hugh Grant e da una splendida Andie MacDowell basta sapere che questa poesia d’amore viene letta direttamente nell’unico funerale del film (ma non vi diciamo di chi è nè chi la recita con partecipazione). Una descrizione di un amore puro e incondizionato. Fazzoletti, please e… buon San Valentino!

“Dedico questa poesia al mio amato Garret… Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono e regalate un osso al cane, affinché non abbai. Faccia silenzio il pianoforte, tacciano i risonanti tamburi, che avanzi la bara, che vengano gli amici dolenti.

Lasciate che gli aerei volteggino nel cielo e scrivano l’odioso messaggio: lui è morto.

Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni e fate che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri.

Lui era il mio nord, era il mio sud, era l’oriente e l’occidente, i miei giorni di lavoro, i miei giorni di festa, era il mezzodì, la mezzanotte, la mia musica, le mie parole. Credevo che l’amore potesse durare per sempre.

Beh, era un’illusione.

Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole più nessuno. Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi.

Perché da questo momento niente servirà servirà più a niente”.

Giovanni Lembo
Giovanni Lembo
Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it (presto online). Cinema, libri e fumetti sono il suo ambito; la sua vocazione raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Scorrazza spesso in moto con la banda di Kaneda, beve birra con replicanti e cacciatori di androidi, viaggia sulla Bebop là dove nessun uomo è mai giunto prima. Ha un sacco di amici immaginari...

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