(Parte1) Speciale Pin Up: la bellezza, la dolcezza, la seduzione

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(Parte 2) Speciale Pin Up: un mondo che non passerà mai di moda
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Il Concorso nazionale Miss Pin Up WW2 è stato un grande successo, ma come un dolcissimo profumo persiste nell’aria al passaggio di una bella donna, così la bellezza, la dolcezza e la simpatia delle ragazze che hanno partecipato al concorso è ancora presente negli occhi e nei cuori non solo di chi ha assistito alla finale, ma anche di chi ha potuto solo ammirare le foto della due giorni di festa, vissuta al Fabulous Village Camping.

Ma cosa vuol dire essere una pin up oggi?
Quello che abbiamo potuto constatare in questi mesi in cui siamo stati a contatto con le pin up, gli organizzatori (Vincenzo Toccaceli e Alessandro Conti) e gli appassionati, nonchè dopo aver raccolto i commenti di chi ha partecipato ai due giorni di festa, è che la figura della pin up non solo non è mai appassita, ma anzi, rifiorisce in una nuova giovinezza e forse è addirittura necessaria in questa società in cui la figura della donna viene troppo spesso svalutata e ridotta a puro ornamento.

Alexandra Diana Chirila, 28 anni, ha vinto la fascia di Miss Pin Up WW2 under 35.

Quando ti sei appassionata del mondo pin up?
“Gli anni 50 mi hanno sempre affascinato: la musica, la moda, il rockabilly. Penso che ho lanciato il primo sguardo in questo mondo da ragazzina, grazie al film Ritorno al futuro, quanto Marty torna nel passato negli anni 50: gli american diners, la musica, le feste, il modo di ballare, i vestiti delle ragazze, i drive-in. Come donna, sono stata sempre interessata dallo stato della donna nella storia dell’umanità. Ogni epoca ha avuto una sua particolarità nei confronti delle donne, sia per la moda (che è sempre stata un riflesso dello stato della donna in società in un tempo determinato) che per i risultati ottenuti dalle donne in diversi campi che si pensava appartenessero solo agli uomini. Da questo punto di vista, gli anni 40-50 sono ricchissimi in cambiamenti riguardo il ruolo della donna in società. Durante la guerra, le mansioni riservate agli uomini sono state eseguite da donne: donne che lavoravano nelle fabbriche di armamenti, diventavano meccaniche, ingegneri, direttrici di aziende, intellettuali, diventavano forti, diventavano indipendenti. Una volta finita la guerra, la società che aveva beneficiato dell’impegno delle donne le voleva far tornare al ruolo che occupavano prima della guerra: le casalinghe perfette. Molte si sono accontentate di ritornare a lavorare in casa, ma ci sono state anche delle altre che hanno continuato a essere indipendenti e a perseguire una carriera lavorativa. Il cambio di mansioni aveva generato il cambio nei vestiti. Come donna, trovo che la moda degli anni 50 esalti molto il corpo delle donne; all’opposto delle tendenze attuali, negli anni 50 i vestiti seguivano la forma naturale del corpo”.

Una particolarità della moda di quegli anni che ami particolarmente?
“Rispetta il punto vita e mette in risalto le forme del corpo anche per le donne più magre. Oltre a questo, è il momento in cui la moda femminile si è diversificata di più: gli abiti potevano essere non solo lunghi (già questi venivano usati solo per delle serate particolari) però anche fino a metà gamba (usate sopratutto di giorno), gonne e vestiti a ruota, gonne e vestiti a tubino, pantaloni a vita alta, gli scandalosi pantaloncini che scoprivano le cosce delle Pin Up! Un altro cambio importante fu nel costume da bagno, che finalmente scopriva più che coprire il corpo delle donne. Tutti questi cambiamenti della moda hanno permesso alle donne di diventare più dinamiche, più libere, più sensuali. Le Pin Up sono un fenomeno emergente degli anni 40-50 che ci ricordano, grazie ai loro poster, i ruoli che le donne avevano (le vediamo meccaniche, le vediamo casalinghe), con le loro tenute nuove e scandalose (i pantaloncini, i costumi da bagno), ma soprattutto con la loro gioia, con il loro sorriso e con le loro pose che incantavano i militari”.

Cosa ti affascina nell’essere una pin up?
“Il mondo Pin Up mi affascina, innanzitutto perchè si tratta di una rievocazione; un mondo in cui si cerca di portare parte del fascino del passato nel mondo di oggi. Il mondo Pin Up è colorato, è accogliente, è allegro; invita all’amicizia, alla creatività, allo sviluppo e alla crescita della donna. In questo mondo ci ritroviamo tra persone con delle caratteristiche fisiche e comportamentali diverse, con esperienze di vita diverse, ma con lo stesso desiderio: di sentirsi una donna bella, sensuale, curata nei minimi dettagli, perfettamente acconciata, truccata, i vestiti ben assortiti. Vogliamo ritrovare una forza femminile seducente, e vogliamo ritrovarci sotto la luce dei riflettori. E questo mondo lo permette”.

La caratteristica per essere una perfetta pin up?
“Secondo me, ti devi preoccupare di due aspetti: l’aspetto fisico e il comportamento. Una Pin Up è allegra e ha sempre il sorriso a portata di mano. Riesce ad essere dolce pur essendo una donna sensuale. La Pin Up osa; osa nelle sue pose, con i suoi outfit, osa nei confronti degli uomini, conservando sempre però un certo livello di pudore. Una brava Pin Up è attenta e gentile con le altre Pin Up, è disponibile e utile, non esitando a rendere servizio. Per quanto riguarda l’aspetto fisico, la Pin Up perfetta è una persona molto curata, attenta al suo corpo e cerca di rispettare al più possibile l’aspetto e l’estetica delle Pin Up originali, per quanto riguarda i vestiti, il trucco, le acconciature. Eh sì, non basta una sola caratteristica per essere una Pin Up perfetta!”.

Il momento più bello di questa esperienza?
“La caratteristica principale di questa esperienza, secondo me, rimane il momento della sfilata, e qui aggiungerei anche i momenti degli shooting, davanti la camera fotografica. Nelle sfilate moderne, anche se si ricerca la espressività delle modelle, è una espressività trattenuta, dove le ragazze devono avvicinarsi il più possibile ad un modello fisico e caratteriale imposto. Gli eventi e i concorsi di Miss Pin Up WWII invece celebrano la donna in ogni sua forma fisica e di temperamento, e invitano all’allegria, un’allegria aperta, non trattenuta, coinvolgente. Perchè la Pin Up è dolce, è bella, è magra, è curvy, è timida, è esuberante, è tutto quello che vuole!”.

Le foto della Gallery sono di Vincenzo Toccaceli e Claudio Martone

LEGGI LA SECONDA PARTE DELLO SPECIALE

Giovanni Lembo
Giovanni Lembo
Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it (presto online). Cinema, libri e fumetti sono il suo ambito; la sua vocazione raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Scorrazza spesso in moto con la banda di Kaneda, beve birra con replicanti e cacciatori di androidi, viaggia sulla Bebop là dove nessun uomo è mai giunto prima. Ha un sacco di amici immaginari...

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