“Non il solito romanzo rosa“: Mirca Ferri presenta “Lati scaleni”

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Verrà presentato sabato 24 novembre 2018 alle ore 16.00 a Campogalliano (Modena), presso la Sala Polivalente dei Villa Bi il libro “Lati scaleni” scritto da Mirca Ferri . Dopo ”Identità perse raccolte, perdute e ritrovate” e “Radici d’infanzia, ali di vita”, con “Lati scaleniMirca Ferri decide di narrare storie d’amore che coinvolgono diversi personaggi e dove, forse, l’amore non è il vero protagonista della storia.

41enne di Sassuolo, dove vive con il marito e il figlio di 11 anni, Mirca Ferri non è nuova al mondo editoriale, ma con quest’ultimo romanzo, edito da PAV Edizioni, mette la firma ad un romanzo corale ed ambizioso, non è un semplice romanzo rosa, perchè, come afferma lei stessa, “non è l’amore il vero protagonista della vicenda ma le vicende che ruotano attorno ad esso e la conseguente crescita dei protagonisti”.

 

Perchè questo titolo così particolare?

“Il titolo nasce dalla necessità di creare curiosità nel lettore. Cos’è, in fondo, un “lato scaleno“? Una linea diversa dalle altre ma che ad esse si vuole legare. Come i personaggi del testo”.

Che tipo di emozioni vuoi suscitare attraverso questo tuo ultimo lavoro?

“Lati Scaleni“ è ambientato nei primi anni 90. Vorrei che i lettori detti Millennials scoprissero com’era vivere l’adolescenza, l’amore e i segreti durante quel periodo in cui non esistevano internet o cellulari mentre il lettore che ricorda quel periodo poiché lo ha vissuto si riconosca in determinate emozioni, sentimenti e talvolta paure”.

Quando pensi agli anni ’90 quel è la prima cosa che ti viene in mente?

“Il concerto di Vasco nel 93 quando uscì l’album “Gli spari sopra“”.

Ci racconti un aneddoto dei tuoi anni ’90?

“Una cosa che facevo spesso in quell’epoca era uscire e ritrovarmi spesso con gli amici nel bar dell oratorio.Il ven e saba sera invece si andava sempre in discoteca .Qui nella mia zona,in quel periodo, ve ne erano tantissime e noi le provavamo tutte ma il sogno di tutte le generazioni dagli anni 70 fino alla fine dei 90 è sempre stato “Il Picchio Rosso” la piu bella disco di sempre. Quando buttarono giu l edificio (che è divenuto una residenza condominiale ) personalmente ho pianto”.

Quando è arrivata la scrittura nella tua vita?

“La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita. Fin da bambina ho scritto centinaia di diari, poi, alle scuole medie ho collaborato con il giornalino della biblioteca della mia città scrivendo principalmente componimenti poetici. Con l’avvento di internet ho collaborato, in passato, con alcune testate giornalistiche indipendenti”.

Quali sono stati gli autori che più hanno lasciato tracce su di te e sulla tua scrittura?

“Gli autori che mi hanno maggiormente coinvolto nella vita sono stati diversi e di diverso genere. Dalla maestra del giallo in assoluto, Agatha Christie, che mi stregò letteralmente con “Dieci piccoli indiani“ e “Assassinio sul Nilo“ per passare al fantasy di J.R.R. Tolkien con il suo magnifico “Lo Hobbit“ e l’epico e per me irraggiungibile capolavoro “Il Signore degli Anelli”. Altri libri che hanno sicuramente segnato la mia vita e credo quella dei ragazzi delle mia età sono “Momo“ di M. Ende e “La Storia Infinita“. Da adolescente ho letteralmente divorato i romanzi di Stephen King, e i “Racconti del terrore“ di E.A. Poe in particolare per “Il pozzo e il pendolo“. Negli ultimi anni mi sono appassionata molto ai generi biografici della cronaca italiana (Romanzo Criminale di G. De Cataldo ) e autobiografici come “Non vi lascerò orfani“ e “Storia della mia ansia“ di Daria Bignardi per passare a “Spingendo la notte più in la“ di Calabresi”.

Il titolo del libro che ha cambiato la tua vita e perché?

“Sicuramente il sopracitato “Non vi lascerò orfani“ di Daria Bignardi. Stavo percorrendo un periodo della mia vita molto simile al suo. In quel libro l’autrice narra cosa significa perdere i genitori quando si è adulti ma non anziani. Mio padre era già malato quando lo lessi e vi sono incredibili ed immense similitudini tra ciò che narra lei nel libro della sua vita corrispondenti alla mia. Dopo pochi mesi mio padre morì. Rilessi nuovamente quel testo e finalmente lo compresi fino in fondo”.

Il libro è impostato come il primo di una trilogia.

“Sì, ho scelto di farne una trilogia per dare tempo e spazio al lettore di comprendere l’evoluzione personale dei protagonisti dovuta sia alla loro crescita, sia agli eventi che accadono nella loro vita”.

Anticipazioni del prossimo (senza spoiler)?

“Posso dirvi che sarà ricco di avvenimenti, dialoghi e del desiderio, da parte di tutti i protagonisti, di vivere fino in fondo la propria vita, la propria sessualità e i propri desideri. Saranno affrontati anche temi importanti (come in “Lati scaleni“) che esulano dal repertorio romantico ma sono parte essenziale del costrutto. Ecco perché amo definire questa trilogia “Non il solito romanzo rosa“. Rappresentano in effetti un romanzo di vite”.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

“Il testo stesso riporta molti riferimenti a numerose canzoni di ogni genere ma, se dovessi scegliere una sola colonna sonora, credo che quella più giusta sarebbe quella di “Romanzo Criminale – la Serie“.

Qual è il tuo metodo di scrittura?

“Definirei il mio metodo di scrittura “emozionale“ nel senso che scrivo su un quaderno le bozze dei mie testi e poi le costruisco quando le riscrivo con il pc. Ogni mio libro (compresi i precedenti) hanno una forma scorrevole che mira a raggiungere nel profondo il lettore avvolgendolo nelle vicende e sentendosene partecipe”.

Hai degli orari particolari, dei riti per propiziare la creatività?

“L’ orario nel quale preferisco scrivere è la sera, quando in casa c’è pace e mio figlio è andato a dormire”.

Ti capita di affezionarti ad un tuo personaggio tanto da soffrire con lui?

“Personalmente vivo intensamente la storia di ogni mio personaggio, anche la semplice comparsa e mi lego a loro per tutta la durata della stesura del libro”.

Quanto metti di tuo nei tuoi personaggi?

“Dipende dai personaggi ma generalmente c’è qualcosa d mio o del mio vissuto in ognuno di loro”.

Quando cominci a scrivere una storia sai già quello che dovrà succedere?

“Generalmente sì, inizio avendo un’idea abbastanza precisa sull’evolversi della storia. La parte più impegnativa, per me, resta comporre il giusto finale che sappia collegare tutti i fili ma allo stesso tempo lasci al lettore una propria interpretazione di esso”.

Parlaci del tuo rapporto con i social, quanto sono importanti per uno scrittore?

Al giorno d’oggi credo che sia impossibile vivere senza i social network. Ormai fanno parte della nostra vita e come tali sono strumenti essenziali, specie per chi necessita di farsi pubblicità e di farsi conoscere. Raggiungono tutto il mondo, sono facilmente utilizzabili e grazie agli smartphone sono a portata di mano costantemente. Personalmente ho un ottimo rapporto con i social. Ritengo che l’ importante sia ricordarsi che scrivere un commento o un pensiero su internet, oggi , è come gridarlo in pubblica piazza. Pertanto vano utilizzati con saggezza, sobrietà e soprattutto molta diligenza”.

Acquista il libro sul sito della PAV Edizioni

 

Giovanni Lembo
Giovanni Lembo
Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it (presto online). Cinema, libri e fumetti sono il suo ambito; la sua vocazione raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Scorrazza spesso in moto con la banda di Kaneda, beve birra con replicanti e cacciatori di androidi, viaggia sulla Bebop là dove nessun uomo è mai giunto prima. Ha un sacco di amici immaginari...

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