“Direzione ipotenusa”, secondo capitolo della “trilogia algebrica” di Mirca Ferri. Intervista all’Autrice

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Intervista a Mirca Ferri, autrice di “Direzione ipotenusa”, seguito di “Lati scaleni”, sempre edito da PAV Edizioni, secondo capitolo della “trilogia algebrica”: emozioni, sentimenti, riscatto, non un semplice romanzo “rosa” ma molto di più.

Con il primo libro “Lati scaleni” ha emozionato, sorpreso, intrattenuto alla grande il lettore; adesso Mirca Ferri ha dato alle stampe il secondo libro di quella che è una vera e propria “trilogia algebrica“: “Direzione ipotenusa“. Torna dunque Melissa con i suoi sogni, i suoi problemi, le sue indecisioni, la sua malinconia, ma anche con la sua vitalità, la sua allegria, il suo buon senso.

“Dal libro precedente, “Lati Scaleni” sono trascorsi molti mesi – ci racconta Mirca Ferri – Melissa è ancora invischiata nella sua “storia-non storia” con Fulvio che le dona momenti di intensa felicità alternati a dubbi e tristezza. Nel mezzo di tutto ciò si intrecciano le vite ed esistenze degli altri personaggi, ognuno con una propria storia da narrare”.

Dove lo presenterai?
“La prima, vera, presentazione (oltre ad alcuni amici e fan del libro che si sono già premurati di acquistarlo) sarà al “BUK Festival” che si terrà a Modena il 13 e 14 Aprile presso il chiostro San Pietro”.

“Lati scaleni” era ambientato negli anni 90 e percorreva due anni di vita dei tuoi personaggi. Cosa aspettarsi da “Direzione ipotenusa”?
“”Direzione ipotenusa” percorre quasi dieci anni della vita dei protagonisti. Li ritroviamo con circa un anno in più rispetto al precedente libro e li lasciamo adulti, indipendenti, lavoratori, automuniti e con la certa consapevolezza di essere responsabili di ogni loro azione”.

Descrivi con tre aggettivi la protagonista femminile del tuo libro. 
“Insicura, carismatica, amorevole”.

Cosa vorresti comunicare tramite la storia di Melissa?
“Vorrei che tutte le ragazze, e/o donne, che si sentano rappresentate dalla mia protagonista cercassero di riconoscere quando un sentimento, di qualunque natura esso sia, quando è il momento di rompere determinati circoli viziosi e prendere per mano la propria vita alla ricerca della serenità”.

Tre aggettivi per definire Mirca Ferri come scrittrice.
“Non credo che ne bastino tre: sono scorrevole, impulsiva, determinata, focosa ma astuta. Una miscela d ingredienti esplosiva”.

Cosa c’è di autobiografico nei tuoi libri?
“In “Lati scaleni” alcuni fatti erano realmente avvenuti benché romanzati. In “Direzione ipotenusa” i tratti autobiografici sono pochissimi e sparsi tra i vari capitoli”.

Facciamo un passo indietro al primo capitolo della trilogia: come è stato accolto, cosa ha colpito maggiormente i lettori?
“La maggior parte delle recensioni è stata positiva, con un largo interesse per il libro successivo. Alcuni hanno detto che i personaggi del primo libro non erano sufficientemente descrittivi, ma personalmente non amo soffermarmi troppo su ambienti o persone più del dovuto poiché desidero mantenere vivo l’interesse del lettore”.

Cosa vorresti che rimanesse a chi legge “Direzione ipotenusa”?
“L’importanza della vita, della peculiarità che ha la famiglia di origine nel proprio trapasso da adolescenti ad adulti e la coscienza di saper scegliere ciò che ti fa star bene”.

Svelaci alcune curiosità e raccontaci un po’ il “dietro le quinte” del tuo libro.
“In realtà non vi è un vero e proprio “dietro le quinte”. Ho scelto di scrivere emozioni e sentimenti che hanno rappresentato la mia giovinezza”.

Come nasce questa che sarà una trilogia?
“Dal semplice fatto che non potevo narrare 20 anni di vita in un solo libro”.

Quando hai iniziato a scrivere “Lati scaleni” avevi già intenzione di farne una trilogia e sapevi già dove sarebbero arrivate le storie dei tuoi personaggi? Hai già in mente la “chiusa” nel terzo libro?
“Sì. Ho avuto in mente come terminarlo fin dal momento che ho cominciato a scriverlo”.

La colonna sonora del tuo ultimo libro? Per la lettura del primo consigliavi la colonna sonora di “Romanzo Criminale – la Serie“…
“Melissa perisce, muore e rinasce. Adulta, consapevole e determinata. La colonna sonora perfetta è “Immigrant Song” dei Led Zeppelin“.

Che ruolo ha la scrittura nella tua vita?
“La scrittura per me è una forma di terapia. Mi aiuta a mettere nero su bianco le mie emozioni, i miei sentimenti e stati d’animo siano essi passati o presenti”.

Che tipo di scrittore sei?
“Di “pancia”. Scrivo ogni qualvolta ne avverto la necessità. Poi scelgo se, da quell’impulso, può nascere qualcosa di costruttivo”.

Chi vorresti leggesse il tuo libro?
“Come ogni scrittore vorrei che lo leggessero tutti ma non per avidità o presunzione ma poiché ritengo che il mio romanzo possa accogliere una larga vastità di pubblico”.

Le storie dei personaggi hanno preso direzioni inaspettate rispetto alle tue intenzioni iniziali o avevi pianificato tutto fin dall’inizio?
“E’ stato quasi tutto pianificato fin dal principio, a parte alcune deviazioni”.

Un passo del tuo libro che ti emoziona ogni volta che lo leggi.
Melissa si voltò e, dal retro del finestrino dell’auto vide suo padre, anziano e sovrappeso, tentare di correre dietro alla loro macchina”.

Decidono di fare un film dal tuo libro e tu hai il potere di decidere il cast: a quali attori faresti interpretare i tuoi personaggi?
“Se mai dovesse avvenire vorrei attori come quelli de “L’ultimo Bacio” e “Baciami Ancora”. Stefano (Accorsi) che ho personalmente conosciuto durante le riprese di “Radio Freccia“, a Correggio, Claudio Santamaria, Giovanna Mezzogiorno, Pasotti e Favino”.

Puoi darci delle anticipazioni del prossimo libro (senza fare spoiler)? Puoi dirci se il titolo seguirà la titolazione algebrica?
“Sì, il titolo seguirà la trilogia geometrica nella speranza che ognuno trovi il suo angolo retto”.

E’ possibile acquistare il libro su:

Pav Edizioni
Amazon
IBS
Libreria Universitaria

 

 

Giovanni Lembo
Giovanni Lembo
Giornalista, sceneggiatore, raccontastorie, papà imperfetto. Direttore di Sitopreferito.it e fondatore de laragazzapreferita.it e di romastorie.it (presto online). Cinema, libri e fumetti sono il suo ambito; la sua vocazione raccontare storie improbabili di ingenui e sognatori. Scorrazza spesso in moto con la banda di Kaneda, beve birra con replicanti e cacciatori di androidi, viaggia sulla Bebop là dove nessun uomo è mai giunto prima. Ha un sacco di amici immaginari...

1 Comment

  1. Arianna ha detto:

    Il libro è affascinante pieni di avventure e colpi di scena che non laciano respiri al lettore proprio come amo io. Si ha il tempo di riflettere su cosa di e’letto grazie alla sple dire chiuseure di ogni capitolo. Ottimo lavoro

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